TorioVerde

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Eolico

Le Rinnovabili
 

Eolico

Per una produzione ottimizzata bisogna avere campi ventosi costanti, cosa che raramente avviene. Per questa ragione un parco eolico può raggiungere mediamente il 20/25% della potenza installata e preventivata. In  circostanze di condizioni meteo avverse (freddo, neve, alta pressione) la produzione di energia crolla addirittura di 10 volte almeno. In Italia le regioni più idonee sono situate soprattutto al sud, in particolare in Sardegna, Sicilia e Puglia. L’inquinamento acustico, indotto dalle frequenze generate dal movimento pale, è piuttosto consistente nei tradizionali impianti, leggermente di meno nelle nuove turbine verticali dove tuttavia il problema continua a persistere.
Come il solare è estremamente invasivo dal punto di vista ambientale e gode dello stesso regime di incentivo statale, salvo rifarsi sulla bolletta dei consumatori. Intorno alle rinnovabili si sono scatenati interessi di parte che danno l’idea di una rincorsa selvaggia al profitto e all’accaparramento smodato delle opportunità, sia da parte di piccoli imprenditori che di multinazionali, tutti uniti non dall’amore per la natura e l’ambiente, ma dal conto economico.
Da lontano sembra che il basamento sia di poco conto, ma mano a mano che ci si avvicina per dare una occhiata ci si rende conto della quantità di cemento iniettato sul terreno e della ciclopica dimensione della piattaforma. Ma a parte ciò i parchi eolici occupano estensioni di terreno o di mare non affatto trascurabili. Ad esempio per ottimizzare lo sfruttamento del vento occorrono circa 10 ettari di terreno per ogni megawatt di potenza installata. Dunque un parco da 1 GW, che poi renderebbe 100/200 MW, occupa circa 100 chilometri quadrati (10 km x 10 km). Abbiamo l’idea di cosa significhino 10 km x 10 km? Non è proprio una inezia. Si tenga anche conto che se volessimo costruire impianti con potenza totale installata di 50 GW, pari ad una potenza reale di 5 GW occorrerebbe un investimento non inferiore agli 80 miliardi di euro ed una superficie di 5.000 chilometri quadrati, circa 70 km x 70 km.
Una mostruosità, per coprire al massimo il 12% circa del nostro fabbisogno energetico. Infine dobbiamo considerare che i generatori di una certa potenza sono alti anche 120 metri ed hanno pale con un diametro di 70/80 metri. Se una simile costruzione viene definita un “ecomostro” non si allontana tanto dalla verità. Direi che si tratta di un vero obbrobrio. Molti Comuni rinunciano all’eolico anche per ragioni estetiche. Una soluzione sarebbe quella dei parchi eolici marini, offshore, ma il costo dell’impianto e della sua manutenzione si raddoppierebbe e di conseguenza anche il prezzo dell’energia prodotta sarebbe doppio. Eccetto l’Adriatico, dove peraltro il vento non soffia molto, i nostri mari sono piuttosto profondi e questo vuol dire che il costo dell’impianto è ancora maggiore. A fine 2009 il totale della potenza installata nei 27 Paesi dell’Europa era di 75 GW, con una resa reale ed effettiva intorno ai 15 GW. La Danimarca stessa, considerata all’avanguardia nell’eolico, è costretta ad importare nei periodi di “calma”, che sono sempre senza preavviso, notevoli quantità di energia dai Paesi vicini, che neanche a farlo apposta la producono con il nucleare.



 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu